Zusammenfassung der Episode
Le manifestazioni e i disordini che toccano da alcune settimane vari paesi europei sono ora giunte anche in Svizzera con le violenze viste lo scorso week-end nelle strade di varie città della Confederazione a cominciare da Zurigo. Chi ha partecipato a quegli episodi e perché? Come nascono e questi fenomeni e quale la migliore reazione? Ne discuteremo con i nostri ospiti senza dimenticare l’attentato incendiario alla sede di un fabbricante di armi a Thun rivendicato da militanti di estrema sinistra. Con: Mirjam Eser Davolio, Docente e ricercatrice al Dipartimento Lavoro sociale della ZHAW, l’Università di scienze applicate di Zurigo Sandro Cattacin, professore di sociologia all’Università di Ginevra Max Hofmann, Segretario generale della Federazione svizzera dei funzionari di polizia
Le manifestazioni e i disordini che toccano da alcune settimane vari paesi europei sono ora giunte anche in Svizzera con le violenze viste lo scorso week-end nelle strade di varie città della Confederazione a cominciare da Zurigo. Chi ha partecipato a quegli episodi e perché? Come nascono e questi fenomeni e quale la migliore reazione? Ne discuteremo con i nostri ospiti senza dimenticare l’attentato incendiario alla sede di un fabbricante di armi a Thun rivendicato da militanti di estrema sinistra. Con: Mirjam Eser Davolio, Docente e ricercatrice al Dipartimento Lavoro sociale della ZHAW, l’Università di scienze applicate di Zurigo Sandro Cattacin, professore di sociologia all’Università di Ginevra Max Hofmann, Segretario generale della Federazione svizzera dei funzionari di polizia
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Disordini ed estremismo di sinistra in Svizzera
GehörtLe manifestazioni e i disordini che toccano da alcune settimane vari paesi europei sono ora giunte anche in Svizzera con le violenze viste lo scorso week-end nelle strade di varie città della Confederazione a cominciare da Zurigo. Chi ha partecipato a quegli episodi e perché? Come nascono e questi fenomeni e quale la migliore reazione? Ne discuteremo con i nostri ospiti senza dimenticare l’attentato incendiario alla sede di un fabbricante di armi a Thun rivendicato da militanti di estrema sinistra. Con: Mirjam Eser Davolio, Docente e ricercatrice al Dipartimento Lavoro sociale della ZHAW, l’Università di scienze applicate di Zurigo Sandro Cattacin, professore di sociologia all’Università di Ginevra Max Hofmann, Segretario generale della Federazione svizzera dei funzionari di polizia
Berna s’installa a Pyongyang
GehörtMentre la maggior parte delle cancellerie occidentali e l’Unione Europea mantengono congelati i rapporti con Pyongyang, la Svizzera negli scorsi giorni ha fatto una mossa controcorrente: Berna non solo torna in Corea del Nord (il precedente ufficio umanitario venne chiuso nel 2020 in periodo pandemico) ma inaugura un vero e proprio ufficio di rappresentanza politica permanente. Una visita, quella del consigliere federale Ignazio Cassis, che giunge in uno dei momenti più delicati della storia recente: con Pyongyang ormai legata da un patto militare a Mosca, truppe nordcoreane impegnate sul fronte europeo e una penisola coreana segnata da tensioni. Ma qual è il senso di questa missione? Si tratta del consueto, pragmatico esercizio dei “buoni uffici” elvetici per evitare escalation, o si rischia in un qualche modo di legittimare il regime nord coreano? E cosa concretamente può fare la Svizzera in tema di riavvicinamento delle due Coree? Ne parliamo a Modem con Bernardino Regazzoni, già ambasciatore in diversi…
Il prezzo (politico) dell’IA
GehörtUna puntata dedicata alla tecnologia, leggasi: Big Tech, Intelligenza artificiale, Data Center. Tecnologia che è diventata un po’ il nuovo “cattivo” della storia. Proprio come accadde con Big Pharma, molti candidati alle elezioni di metà mandato oggi prendono le distanze dai colossi dell’IA o dai conglomerati tecnologici: nessuno vuole farsi accusare di portare un mega Data Center nel giardino di casa degli elettori o di essere sostenuto finanziariamente dalle Big Tech. Oggi, nel 2026, l’Intelligenza Artificiale – inoltre - non è più un concetto astratto nel cloud: ha un impatto fisico concreto e spesso pesante. Centri di calcolo enormi divorano terra, consumano fiumi d’acqua e fanno salire le bollette elettriche in vari Stati americani, scatenando la rabbia dei residenti. A questo si aggiunge l’ansia del pubblico nei confronti dell’intelligenza artificiale e l’avversione per i miliardari che la sviluppano. Eppure, dietro questa ostilità popolare c’è un paradosso enorme: il settore tecnologico non è mai…
Assalto alla diligenza digitale
GehörtFalle nei sistemi informatici, dati rubati alla pubblica amministrazione, agenti IA che si coalizzano e prendono decisioni autonome e persino frigoriferi sabotati da remoto. Il mondo digitale non è un mondo sicuro, questo è chiaro. Come pure è chiaro che non si può fermare l’evoluzione tecnologica, tanto più che la stessa intelligenza artificiale può aiutarci a proteggerci dagli attacchi criminali. Difendersi dagli assalti alla diligenza digitale costa, ma costa meno prevenire che curare. Un discorso che sta portando avanti dal 2019 anche il Gruppo Ticino Cyber Sicuro. L’idea è di coordinarsi tra tutti gli attori coinvolti per promuovere delle linee di condotta comune. Sempre sapendo che spesso l’anello debole di fronte a un cyberattacco è l’essere umano, perché è distratto ed emotivo, mentre l’intelligenza artificiale corre veloce e ben focalizzata sul compito che le è stato assegnato. Discuteremo di cybersicurezza, anche partendo da alcuni recenti fatti di cronaca, con: Silvano Petrini, Direttore del…
Elezioni cruciali in Israele
GehörtÈ un voto considerato cruciale per più ragioni, tra i più importanti della storia di Israele, e per comprendere perché basta guardare alla situazione in Medio Oriente e a un Israele al tempo stesso mai tanto forte e forse mai tanto esausto come adesso. Dopo una giornata elettorale che ha registrato un’importante affluenza alle urne, si inizia a tirare le somme. E i numeri per ora dicono il futuro del tanto discusso Benjamin Netanyahu resta aperto. A risultati ancora parziali, il partito del premier uscente e i suoi alleati risultano in testa, ma senza maggioranza. La coalizione guidata dal principale rivale, Gadi Eisenkot, non è riuscita a dare la spallata. La partita comunque non è chiusa. A determinare l’esito di queste elezioni potrebbero infatti essere i partiti arabi. Ne discutiamo con: Naima Chicherio, inviata Info Radio RSI in Israele Daniel Bettini, responsabile redazione esteri del quotidiano Yediot Ahronot a Tel Aviv Arturo Marzano, docente di Storia del Medioriente all’università di Pisa
Serbia, la fine di un’era
GehörtDue anni fa il crollo della pensilina della stazione di Novi Sad, con 16 morti, aveva acceso la più grande ondata di proteste nella Serbia contemporanea. Domenica quella mobilitazione si è trasformata in una vittoria elettorale storica. Con un’affluenza record, la Lista degli studenti – stando ai dati attuali – ha ottenuto oltre il 52% dei voti e la maggioranza assoluta in Parlamento. Aleksandar Vučić, al potere da più di dieci anni, ha ammesso la sconfitta ancora prima delle proiezioni. Come è riuscito un movimento senza leader, nato nelle aule universitarie, a battere un sistema di potere che sembrava inattaccabile? Siamo davanti a una seconda transizione democratica, ventisei anni dopo la caduta di Milošević? Chi governerà ora la Serbia, e con quale idea di paese su Europa, Russia e Kosovo? Ne parliamo a Modem con: Marija Milanović, giornalista RSI Daniel Bochsler, politologo, professore al Centro per la democrazia di Aarau (Università di Zurigo) e Università di Belgrado Milovan Pisarri, storico e…
Il Brasile resta a Lula
GehörtDi nuovo, come 3 settimane fa, qui a parlare di elezioni presidenziali in Brasile. E di nuovo con davanti a noi una sorpresa. Dopo la sconfitta al primo turno, il presidente uscente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva è stato rieletto ieri al ballottaggio. Un ribaltamento che ha sorpreso molti, conseguenza anche della mobilitazione di chi si era astenuto al primo turno. L’avversario di estrema destra, il senatore Flavio Bolsonaro, contesta il risultato, chiede che il voto sia annullato, ma difficilmente verrà soddisfatto. Malgrado la vittoria clamorosa, il quarto mandato (non consecutivo) di Lula sarà una strada tutta in salita. Perché il Paese si è comunque spostato a destra e perché la pressione popolare sarà grande. Ne discutiamo con: Emiliano Guanella, giornalista, voce dall’America latina per la nostra tv Jacopo Bottacchi, ricercatore in storia politica, co-autore del libro “Brasile globale. Economia e politica da Lula a Lula”, pubblicato lo scorso anno dall’editore Meltemi Anna Mastromarino,…
Quando si sbaglia strada
GehörtRisse, spedizioni punitive, talvolta con coltelli, vandalismi e spaccio sono entrati nella cronaca ordinaria in vari luoghi del cantone. Nella copertina di Modem le voci di alcuni giovani del Mendrisiotto che ci descrivono una sensazione di insicurezza, o addirittura pericolo, e che chiedono l’attenzione del mondo adulto: famiglia e scuola. Anche dalla politica sono arrivate diverse interrogazioni e interpellanze nei comuni particolarmente interessati da queste situazioni per sollecitare interventi, non solo di polizia. Questo stesso problema era al centro del dibattito organizzato dal Consiglio dei Giovani Momò che si è tenuto ieri sera a Mendrisio. Il titolo della serata “Quando si sbaglia strada: prevenire la criminalità minorile, costruire nuove opportunità”. L’accento è stato messo dunque a monte di questi fatti di cronaca. Come prevenirli? Come elaborare misure che responsabilizzino i giovani autori di reati? E come reinserirli in società? Al loro tavolo c‘erano rappresentanti delle istituzioni e della…
La 13esima AVS e il rompicapo dell’IVA
GehörtSarà uno dei temi principali in votazione il prossimo 19 novembre: l’aumento dell’IVA per finanziare - almeno parzialmente - la 13esima rendita dell’AVS, approvata dal popolo nel marzo del 2024. Una rendita che verrà versata per la prima volta nel corso del prossimo dicembre a circa 2 milioni e 600mila pensionati, per una spesa totale di circa 4 miliardi di franchi. Il fondo di compensazione dell’AVS permette al momento di far fronte a questa nuova uscita, ma a lungo termine il finanziamento del nostro primo pilastro non è al momento garantito. Da qui la soluzione di compromesso elaborata con fatica dal Parlamento, che propone di aumentare dello 0,4% a tempo indeterminato il tasso dell’Imposta sul valore aggiunto. Per farlo occorre modificare la Costituzione federale e per questo c’è bisogno dell’avallo di popolo e cantoni. Dal 2030 in poi il Consiglio federale prevede di forgiare una nuova riforma per stabilizzare ulteriormente questa storica assicurazione sociale, creata nel 1948. Come finanziare la…
Alloggi e Ticino
GehörtIl Cantone vuole diventare l’unico proprietario di Alloggi Ticino SA, la società nata nel 1987 per promuovere l’edilizia residenziale economica e frenare la speculazione. Chiede al Parlamento un credito di 9,42 milioni per rilevare le quote della Confederazione, di Logis Suisse e di due banche. Il prezzo è di molto inferiore al valore stimato del patrimonio, oltre 1’400 alloggi in tutto il Cantone. Il Parlamento è spaccato e il voto si annuncia sul filo. Ma al di là del caso, com’è davvero la situazione dell’alloggio in Ticino? Lo sfitto resta quasi il doppio della media svizzera e i prezzi degli affitti negli annunci sono in calo. Eppure fino a 6’000 economie domestiche faticano a pagare la pigione, perché qui i redditi sono più bassi. Lo Stato deve possedere alloggi o creare le condizioni perché altri li costruiscano? E perché in Ticino misure comunali, cooperative e incentivi stentano a decollare? Ne discutono: Giovanni Branca, ingegnere, responsabile dell’Osservatorio sull’alloggio della SUPSI Alberto…
Il Sud lasciato a piedi
GehörtNella copertina odierna la voce della disperazione, quella di chi sente di lavorare ormai soltanto in perdita. A far traboccare il vaso è l’impennata del caro carburante, diventato insostenibile per chi vive sulla strada o nei campi. Così, da settimane è in corso nelle regioni più a Sud dell’Italia una mobilitazione di agricoltori e autotrasportatori. La protesta – con blocchi stradali e manifestazioni – è esplosa con particolare intensità in Calabria per poi allargarsi a macchia d’olio in Puglia, Basilicata, Campania, Molise, fino ad arrivare in Sicilia. Un disagio profondo cresciuto lontano dai riflettori, nell’indifferenza quasi generale del dibattito pubblico e politico: pochissimi finora ne hanno parlato, ben poco si è mosso a livello politico, finché i blocchi stradali e i presidi non hanno imposto l’urgenza della crisi. Il ministro italiano delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha quindi anticipato ad oggi, alle 10, a Milano, il tavolo istituzionale con le rappresentanze del settore,…
Francia, scontri e rivendicazioni
GehörtFine settimana di fuoco tra legittime rivendicazioni e violenze. Tra il mezzo milione e gli 800’000 manifestanti sono scesi sabato nelle strade e piazze di Francia, chi in modo pacifico, chi in modo violento. Tanto che i fermi sono circa 1’800 e non mancano centinaia di feriti, anche fra forze dell’ordine e pompieri e fra i numerosi danni spicca l’incendio che ha distrutto il municipio di Limoges. Ed è dopo questi avvenimenti che ieri sera il presidente francese Emmanuel Macron si è rivolto alla nazione. A Modem si discute del come si è arrivati a questo punto, dopo settimane di proteste degli studenti liceali, e su quali siano le implicazioni di questi disordini per una politica francese sempre più concentrata sulle elezioni presidenziali della prossima primavera. Ospiti della trasmissione: Bruno Cousin, sociologo, professore associato all’Università Sciences Po a Parigi Alessandro Grandesso, giornalista da Parigi che da anni collabora con la RSI Paolo Modugno, ha studiato scienze politiche, insegna nel…
Il futuro di “FIFAntino”
GehörtEletto presidente della FIFA nel febbraio del 2016 con la promessa di ripulire l’organizzazione dopo gli scandali corruzione che avevano travolto Sepp Blatter e Michel Platini... Si era presentato come amministratore competente e riformatore, promettendo più trasparenza e più fondi da redistribuire alle federazioni calcistiche di tutto il mondo... Tuttavia con il passare degli anni la figura di Gianni Infantino si è però incrinata tra accuse di derive accentratrici e di espansione economica quantomeno aggressiva... A Modem parliamo dunque di sport, o piuttosto sarebbe meglio parlare di geopolitica dello sport, perché di potere e di consenso globale che si tratta, e lo facciamo all’indomani di un incontro avvenuto a Zurigo tra i vertici del calcio mondiale: la FIFA appunto ma anche i rappresentanti delle federazioni continentali con in particolare la UEFA sul piede di guerra. Gianni Infantino è ormai un presidente intoccabile o il modello FIFA rischia una spaccatura insanabile? Ne parliamo con: Gianluca…
Onda d’urto cinese
GehörtOltre un miliardo di euro al giorno: a tanto ammonta, secondo i dati dell’Unione europea, lo squilibrio negli scambi commerciali tra la stessa UE e la Repubblica Popolare Cinese. Nel 2025 un divario da circa 360 miliardi di euro, alimentato dalla sovraccapacità produttiva di Pechino e da massicci sussidi statali in settori strategici come veicoli ibridi ed elettrici, pannelli solari e componentistica industriale. Di fronte al rischio di deindustrializzazione e alla crescente pressione su certi settori industriali, Bruxelles sta intensificando le misure di difesa commerciale: dazi compensativi, clausole di salvaguardia e tetti alle importazioni, con però il rischio di esporre il fianco a solide contromisure cinesi. Chiedendoci anche in quale misura le difficoltà europee si riflettono o meno sulla Svizzera, paese che contrariamente all’UE dispone di un accordo di libero scambio con la Cina, ne discutiamo a Modem con: · Alessandra Gianella, titolare della ditta SinoCom, consulenza e mediazione interculturale…
Trasporti 45, un progetto tante incognite
GehörtTutto nasce da una bocciatura popolare, quella del mese di novembre di due anni fa quando il 52% della popolazione respinse il potenziamento delle strade nazionali. Da allora il ministro dei trasporti Albert Rösti ha dapprima incaricato il Politecnico di Zurigo di elaborare uno studio sulle priorità infrastrutturali del nostro Paese, a livello stradale e ferroviario. In seguito il Dipartimento federale diretto dallo stesso Rösti ha elaborato un piano chiamato “Trasporti 45” che prevede interventi lungo la rete delle strade nazionali, le linee ferroviarie e anche nuove realizzazioni per facilitare la mobilità negli agglomerati urbani. Da pochi giorni si è conclusa la procedura di consultazioni su questo progetto e non mancano le critiche, giunte un po’ da tutti i fronti interessati: dai cantoni e dalle associazioni che si muovono attorno al tema della mobilità, sia quelle che difendono l’auto, sia quelle ambientaliste. “Trasporti 45” ha chiamato in causa anche le autorità ticinesi – Governo e Parlamento – che…
Midterm USA, Trump alla resa dei conti
GehörtUn accordo con Vladimir Putin per far arrivare più gasolio russo sui mercati, la richiesta all’Ucraina di cambiare presidente, una tregua energetica annunciata e subito smentita. A tre settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre, Donald Trump piega la politica estera al prezzo della benzina, mentre i sondaggi danno i democratici favoriti alla Camera e in corsa anche per il Senato. Intanto nel Partito repubblicano emerge qualcosa di inedito: il dissenso. Due terzi dei candidati nelle sfide più combattute prendono le distanze dal presidente, che è al minimo storico di popolarità. C’è chi vota contro la guerra in Iran, chi toglie la sua foto dai siti di campagna e chi evita di farsi vedere al suo fianco. È l’inizio della fine dell’era Trump o una semplice tattica elettorale? E i democratici hanno davvero un progetto o vincono solo come voto contro Trump? Cercheremo di fare un po’ di chiarezza nella prima puntata di avvicinamento alle Midterm, parlandone con: Nadia Urbinati, politologa, Columbia…
Siamo in guerra…ibrida?
GehörtNegli ultimi mesi gli attacchi russi contro infrastrutture civili ucraine – con un numero di morti fra la popolazione che raggiunge livelli record – si sono intensificate. Allo stesso tempo – è notizia di un paio di giorni fa - da Washington il presidente USA Donald Trump ha nuovamente aumentato le pressioni su Kiev trattando sul diesel con la Russia e chiedendo un nuovo presidente per l’Ucraina. Ma è di oggi anche un’altra notizia: secondo quanto riporta il Financial Times, varie intelligence occidentali ritengono che il Cremlino starebbe pianificando omicidi mirati contro dirigenti dell’industria bellica europea per terrorizzare chiunque produca armi o droni per Kiev. Un allarme che dimostra – ancora una volta – come sul continente europeo si combatta una guerra sotterranea: quella ibrida di Mosca. Dagli attacchi informatici, alla disinformazione, dalle rotte aeree accecate dal disturbo del GPS, ai cavi sottomarini tranciati nel Baltico, fino agli incendi in depositi e hub strategici come l’aeroporto di…
Consigli di amministrazione, quale trasparenza?
GehörtVien da dire che le autorità di Lugano se la stanno prendendo comoda. Risale al 2012 una prima mozione che chiedeva di intervenire con una nuova normativa per definire il compito, le nomine e le retribuzioni di chi siede in un Consiglio di amministrazione delle aziende pubbliche o parapubbliche della città. Da allora sono trascorsi 14 anni e la nuova normativa è ancora in fase di definizione, anche se si prevede che il Consiglio comunale possa finalmente discuterne entro la fine del mese di novembre. Nell’attesa, in città sta creando parecchio scalpore il livello delle retribuzioni accordate ai membri dei consigli di amministrazione di AIL e del Casinò. Il presidente di AIL, Lukas Bernasconi, ha ad esempio percepito nei primi sei mesi dell’anno una cifra che si aggira attorno agli 80-90 mila franchi. Un importo in linea con quello di altre realtà simili in Svizzera, secondo lo stesso Bernasconi, ma considerato da più parti molto elevato. In questo ambito manca parecchia trasparenza, anche per quanto riguarda…
Governo ticinese, sei mesi per lasciare il segno
GehörtPiero Marchesi ha giurato mercoledì mattina a Palazzo delle Orsoline, e con lui l’UDC entra in Consiglio di Stato per la prima volta da quasi un secolo. Nel pomeriggio è arrivata anche la nuova ripartizione dei compiti. Il democentrista prende la guida del Dipartimento del territorio, che era di Claudio Zali. Norman Gobbi resta invece alle Istituzioni e ritrova un dipartimento di nuovo completo, con Polizia e Giustizia. Il governo torna così al completo dopo un’estate che lo ha messo duramente alla prova. Ora restano sei mesi per chiudere una legislatura giudicata da più parti avara di risultati, con conti pubblici in rosso e una campagna elettorale di fatto già iniziata. Ad aprile si torna alle urne, e gli equilibri sono in movimento per tutti. Lega e UDC si presentano di nuovo unite e parlano già di una “casa comune” della destra. Il PLR correrà senza un consigliere di Stato uscente, visto che Christian Vitta non si ricandida. Il Centro deve difendere il suo seggio in un quadro sempre più polarizzato, e a…
Israele al voto sulla sicurezza
GehörtSulle elezioni israeliane, in programma il 27 ottobre, pesa quanto successo tre anni fa con l’attacco di Hamas a partire da Gaza, con circa 1’200 morti e la cattura di 251 ostaggi. Una ferita ancora aperta in Israele dove continuano le discussioni sulle responsabilità di questa tragedia. Il voto vede concorrere 38 liste per dividersi i 120 seggi del parlamento. I favoriti per costruire una coalizione di governo sono l’uscente Benjamin Netanyahu a destra, mentre più verso il centro si è posizionato il novizio della politica Gadi Eisenkot, generale ed ex capo di stato maggiore. In queste elezioni si incrociano tanti temi divisivi per gli israeliani, dal rapporto fra ebrei ortodossi e secolari alla strategia riguardo ai territori occupati passando dal ruolo degli arabi-israeliani nella politica. Ma su tutto domina la questione della sicurezza. Nonostante le operazioni belliche a Gaza, in Libano ed in Iran il paese si sente infatti ancora minacciato. A Modem ne discutono: Francesca Caferri, giornalista di…
Cade il governo in Spagna e sale la pressione in Francia
GehörtIn Francia e in Spagna gli ultimi giorni sono stati segnati da imponenti proteste di piazza. Proteste diverse, certo, ma che in fondo chiedono cose simili: bisogni elementari, diritti di base. In Spagna decine di migliaia di persone sono scese in strada per difendere il diritto all’alloggio. Chiedono di dimezzare gli affitti, contratti stabili, lo stop alla speculazione dei grandi fondi. In Francia la miccia si è accesa tra i giovani, con grandi proteste giovedì, ieri licei chiusi a catena, lezioni saltate e oggi un’altra giornata di mobilitazione. Lì si protesta per una scuola pubblica degna, per aule sicure, contro i tagli e uno stato sociale che arretra. Siamo di fronte a crisi dai molti volti, ma collegate da un filo rosso: la rottura ormai profonda tra la piazza e il palazzo. Tra cittadini sfiduciati e governi che faticano a dare risposte. E a proposito di Governo, nel caso della Spagna, il premier Pedro Sánchez, dopo la bocciatura al Congresso dei suoi decreti sulla casa, ha annunciato ieri lo…
In Brasile è ancora Lula vs. Bolsonaro
GehörtPer alcuni in gioco c’è addirittura il futuro della democrazia e della sovranità della prima economia del Sudamerica; in Brasile 160 milioni di elettori sono chiamati alle urne per rinovare il Congresso, i governatori locali e, soprattutto, la presidenza. La principale sfida si gioca tra il presidente uscente Luiz Ignacio Lula da Silva, ottantenne che spera in un quarto mandato (non consecutivo), e il suo principale sfidante: Flávio Bolsonaro, 45 anni, senatore e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro agli arresti per il tentato golpe del 2022. Intanto le urne del primo turno hanno parlato, e non manca un po’ di sorpresa: Flàvio Bolsonaro - dato per sfavorito alla vigillia - fa corsa in testa con il 47%, contro il 45% dei voti raccolti da Lula. Un’elezione importante non solo perché i due rappresentano le due anime, progressista e conservatrice, di un paese fortemente polarizzato, ma anche e forse soprattutto per l’attenzione che la Washington di Donald Trump è tornata a prestare al subcontinente americano…
Iraq sovrano, la sfida dopo il ritiro delle truppe straniere
GehörtCon la partenza delle ultime truppe straniere l’Iraq si ritrova come paese sovrano. Un ritiro di soldati italiani, tedeschi, francesi, olandesi e soprattutto statunitensi che riporta l’attenzione internazionale su una nazione persa di vista dall’attenzione. Eppure, l’Iraq non è un paese qualsiasi, ma si ritrova al crocevia di molti conflitti da quelli religiosi a quelli politici passando per la questione della produzione di petrolio in una regione che è tornata ad infiammarsi dopo gli attacchi di Israele e degli Stati Uniti contro l’Iran. E allora, che paese lasciano i militari esteri a livello politico ed economico dopo la seconda guerra del Golfo del 2003, seguita da un ritiro quasi completo e da un rientro in forze nel 2014 per combattere lo stato islamista dell’ISIS. A Modem ne discutono: Lorenzo Trombetta, giornalista, saggista, ed esperto di Vicino e Medio Oriente e che da anni collabora con la RSI Emanuele Valenti, giornalista e collaboratore RSI che ha visitato il mese scorso l’Iraq
L’”annus horribilis” dell’agricoltura
GehörtSe ne è discusso anche in Parlamento, nel dibattito d’attualità su canicola e siccità. L’agricoltura svizzera ha vissuto un’estate estremamente difficile a causa delle alte temperature e della scarsità di precipitazioni. A soffrirne è stato anche il settore ortofrutticolo, basti dire che il raccolto delle patate – prodotto principe nel nostro Paese – ha subito un calo del 25% rispetto alla media degli ultimi anni. Il raccolto autunnale di questo tubero è ancora in corso, i dati a disposizione ci dicono che finora questa è stata la peggiore stagione negli ultimi sessant’anni. Simili difficoltà sono state registrate anche per altri ortaggi, in Ticino in particolare per il pomodoro. Da diversi anni chi lavora nel settore si è attrezzato per far fronte a queste ondate di calore, con irrigazioni, serre ventilate e con speciali sementi più resistenti a caldo e siccità. Uno sforzo che ha finora permesso di mitigare i danni, ma che necessita di ulteriori misure per far fronte alle sfide del futuro e ad altre…
Clima a Palazzo
GehörtL’estate del 2026 non è stata un’estate qualsiasi. È stata l’estate dei record: la più calda e secca mai registrata in Svizzera. E le immagini di questa estate sono ancora fissate nei nostri ricordi – anzi tante le abbiamo ancora sotto agli occhi: campi riarsi, fiumi ai minimi storici, ghiacciai che si ritirano a vista d’occhio e un’agricoltura in ginocchio. E infine, storia degli ultimi giorni, centinaia di persone scese in piazza per protestare contro l’inazione climatica. E l’allarme bussa infine alle porte di Palazzo Federale, dove proprio oggi il Parlamento sarà chiamato a discutere di clima e siccità con una domanda di fondo: come dobbiamo rispondere a questo allarme? Da un lato, c’è chi vede in questa estate la prova definitiva di una crisi climatica che richiede un’azione immediata, radicale, per tagliare le emissioni alla radice e cambiare rotta prima che sia troppo tardi. Dall’altro, c’è chi sostiene che, di fronte a un cambiamento ormai in atto, la priorità dev’essere l’adattamento: gestire le…
Bilaterali III sotto esame
GehörtUn dossier tra i più complessi e divisivi degli ultimi anni, segnato da una spaccatura che attraversa la Svizzera su più livelli: geografico, politico ed economico. Un dossier fondamentale per il futuro del Paese La portata dell’accordo è imponente: oltre 2.000 pagine di trattati che salgono a 20.000 considerando gli atti di riferimento, tanto che si afferma che «nessuno può coglierne tutte le implicazioni». Sebbene da parte di Bruxelles la regola sia quella del “prendere o lasciare” – cioè le due Camere non possono modificare gli accordi - il Parlamento svizzero ha comunque un margine decisivo: può infatti dire la sua sulle misure di accompagnamento interne e sulla tipologia di referendum, con la popolazione che sarà chiamata ad esprimersi in merito presumibilmente nel 2028. E anche noi a Modem questa mattina vi proponiamo, vista la complessità e viste le dimensioni della tematica, una prima entrata in materia Lo facciamo con tre ospiti, tre consiglieri agli Stati Marco Chiesa, TI/UDC Fabio Regazzi,…
Allarme serbatoio!
GehörtIl prezzo di benzina e diesel dall’inizio dell’anno è in costante ascesa, e cittadini e imprese arrancano. In diversi paesi europei si cercano delle soluzioni per aiutare chi fatica a stare a galla a causa del continuo rincaro, conseguenza di una situazione geopolitica funestata da diversi fronti di guerra. La Francia ha pensato, ad esempio, a sgravi per chi viaggia molto per lavoro, a sussidi per l’agricoltura e il presidente Macron ha chiesto alla presidente della Commissione europea von der Leyen misure per incrementare la produzione di diesel e cherosene nell’UE. La Germania col suo “Tankrabatt” da inizio ottobre fino alla fine dell’anno calmiererà i prezzi di benzina e diesel di 17 centesimi al litro. Misure simili saranno introdotte anche in Spagna. In Italia ENI introdurrà un tetto massimo ai prezzi e la speranza è che altri distributori seguano questa via. La Lituania dimezza le tariffe dei treni, la Polonia propone forti prelievi su profitti record di produttori e venditori di carburanti e la Grecia…
Trump-Xi, parola d’ordine: “Non pestarsi i piedi”
GehörtSi è svolta in questi giorni la visita ufficiale del presidente cinese Xi Jinping a Washington. Arrivato mercoledì e accolto in pompa magna dallo stesso Donald Trump all’aeroporto, Xi Jinping ripartirà oggi, venerdì. I due potrebbero rivedersi però già a novembre, quando Trump dovrebbe tornare in Cina per il vertice Apec (Cooperazione Economica Asia-Pacifico) di Shenzhen. Quella che si conclude oggi è sì la prima visita di Xi alla Casa Bianca dopo oltre un decennio (l’ultima risaliva al 2015), ma si tratta già del terzo incontro di persona con il presidente statunitense nell’arco di un anno, dopo i vertici di Busan, in Corea, lo scorso ottobre 2025 e la visita di Trump a Pechino a maggio di quest’anno. Un incontro che avviene in un momento in cui il mondo è destabilizzato dalle guerre, dal prezzo dell’energia fuori controllo e dalla scomparsa dell’idea stessa di una comunità internazionale (basti pensare che pur trovandosi negli Stati Uniti, il presidente cinese ha snobbato l’Assemblea generale dell’Onu in…
Spese militari: avanti marsch!
GehörtAlla camera alta, con 25 voti a favore e 17 contrari, questa settimana si è sbloccata la contesa che da anni frena il finanziamento supplementare a favore dell’esercito. Mezzi con cui, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, si vogliono portare le spese per la difesa all’uno percento del prodotto interno lordo della Svizzera. Questi fondi erano bloccati, da una parte da chi li vuole stanziare senza nuove entrate ma grazie a dei risparmi, mentre dall’altra c’è chi è scettico a veder crescere in maniera massiccia i mezzi a disposizione del Dipartimento della difesa. Il Consiglio degli Stati propone ora aumento dello 0.2 percento dell’Imposta sul valore aggiunto per i prossimi 18 anni, punto su cui verrebbe chiamato a esprimersi il popolo, e in parallelo un fondo per “La sicurezza e la difesa” da al massimo 24 miliardi di franchi. Questo Fondo potrà indebitarsi fino a 12 miliardi di franchi e verrebbe alimentato, oltre che dai proventi dell’aumento dell’IVA, dalla metà delle eccedenze di finanziamento ordinarie…
Meno case per chi investe dall’estero
GehörtCarenza di appartamenti, prezzi e pigioni in continua ascesa: le difficoltà di inquilini e di chi cerca casa restano all’ordine del giorno in Svizzera (e non solo). L’argomento si è riproposto a Palazzo federale dove il Consiglio nazionale ha approvato, con una rara alleanza tra UDC e sinistra, una mozione in cui l’UDC di Zugo Thomas Aeschi chiede un solido rafforzamento della Lex Koller. La legge che limita l’accesso di persone e capitali stranieri alla proprietà in Svizzera. L’intenzione è di ridurre le tendenze speculative nel mercato immobiliare e con ciò la pressione sui prezzi. Sull’efficacia di una simile misura, alla quale sta peraltro lavorando anche il Consiglio federale, i pareri divergono: PLR e Centro la considerano addirittura controproducente. Chi ha ragione? E in quale modo affrontare il problema dei costi dell’alloggio che tanto incide, insieme a quello dei costi della sanità, sul potere d’acquisto dei cittadini? Ne discutiamo con: · Paolo Pamini, consigliere nazionale UDC · Simone Gianini,…
Gli Houthi alzano il tiro
GehörtYemen, da guerra dimenticata a epicentro di una crisi globale che minaccia le rotte commerciali e tenta di ridisegnare gli equilibri in Medio Oriente. Nelle ultime settimane l’Arabia Saudita ha registrato attacchi sempre più frequenti da parte dei combattenti filoiraniani Houthi arrivati a controllare lo stretto di Bab Al Mandab sul Mar Rosso – divenuto passaggio marino vitale per il trasporto di merci e petrolio tra l’Asia e L’Europa, specialmente dopo il blocco dello Stretto di Hormuz. Da uno stretto all’altro per un’evoluzione della crisi in Medio Oriente che rischia di paralizzare entrambe le vie di trasporto marittimo lungo la penisola arabica e sottoporle al controllo iraniano. Una leva potentissima da impiegare nella guerra contro gli Stati Uniti e che – e ce ne siamo accorti – fa schizzare alle stelle il prezzo del petrolio. Ne parliamo a Modem con Eleonora Ardemagni, esperta di Yemen e Monarchie del Golfo, ISPI Alessandro Colombo, professore di Relazioni internazionali, Università degli Studi Milano…
Russia, al voto senza scelta
GehörtIn Russia si è votato per tre giorni per rinnovare la Duma, la Camera bassa dell’Assemblea federale. Sono le prime elezioni legislative dall’invasione su larga scala dell’Ucraina, ma con un risultato già scritto in anticipo. L’unico partito contrario alla guerra, Yabloko, è stato escluso dalla corsa. Non ci sono stati osservatori indipendenti e il voto elettronico, esteso a un terzo del Paese, resta una scatola nera. Intanto, la sera prima della chiusura dei seggi il cielo di Mosca era pieno di droni ucraini. Eppure, dietro la vittoria annunciata di Russia Unita, il voto racconta molto di un Paese in affanno. La guerra si è palesata in casa con le code ai distributori, un’economia quasi ferma e la stanchezza di una popolazione che nei sondaggi chiede sempre più spesso la pace. Intanto, fuori dai confini, la pressione cresce. Gli Stati Uniti si preparano a sanzioni e dazi contro chi compra petrolio russo, e Mosca risponde colpendo le aziende occidentali rimaste nel Paese, a partire dalla svizzera Nestlé. Come…
I Grigioni decidono sul voto ai 16enni
GehörtQuella di domenica 27 settembre potrebbe diventare una data storica per il Canton Grigioni. Oltre ai temi federali nel Cantone si vota anche per abbassare il diritto di voto a 16 anni. Se la proposta di revisione parziale della Costituzione dovesse venir accolta il Grigioni diventerebbe il secondo Cantone svizzero - quasi 20 anni dopo Glarona - a concedere ai 16 e 17enni di poter votare ed eleggere, ma NON di essere eletti. A 16 anni si è effettivamente già maturi per esercitare lo strumento fondamentale della cittadinanza svizzera, ovvero il diritto di voto? Ha senso che anche i minorenni votino se poi non hanno gli stessi obblighi e le stesse responsabilità dei maggiorenni? È questa la strada giusta per svecchiare la politica svizzera? Un dibattito che vede a confronto: Luca Fanconi, del comitato direttivo dei Giovani del Centro Mirko Lanfranchi, rappresentante dell’UDC Valposchiavo
Lex UBS, un compromesso da discutere
GehörtMai più un altro 19 marzo 2023, giorno in cui fu annunciato il crollo di Credit Suisse, l’allora seconda banca svizzera. Il Consiglio federale, per scongiurare il ripetersi di questo incubo, ha elaborato una proposta per fare in modo che le partecipazioni nelle filiali estere delle banche a rischio sistemico siano interamente coperte con capitale proprio di qualità primaria. Tradotto: non deve ricapitare – come fu con Credit Suisse – che guai nelle filiali estere mettano a rischio la casa madre in Svizzera. Questa proposta è stata ribattezzata “Lex UBS” perché, anche se pensata per tutte le banche svizzere di rilevanza sistemica, di fatto riguarda solo UBS, l’unica con partecipazioni significative in filiali estere. Il costo per UBS di questi fondi propri aggiuntivi sarebbe di 20 miliardi di franchi. Un aggravio importante che nessun altro concorrente sul piano internazionale deve sostenere e UBS teme quindi per la sua perdita di competitività. La Commissione Economia e Tributi del Consiglio agli Stati ha…
Mercosur, referendum vicino
GehörtTutto è iniziato nel 2017 con le prime trattative e ora, a quasi dieci anni di distanza, l’accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur si ritrova a fare i conti con l’esame del Parlamento. E molto lascia intendere che le Camere federali daranno il loro via libera a questa intesa con Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Un nullaosta tutt’altro che scontato, visto che in un primo momento, nel giugno scorso, il Consiglio nazionale si era opposto a questo accordo. Un rifiuto dovuto ad un’alleanza tra la lobby contadina e la sinistra. Una doppia opposizione che ora, alla vigilia del secondo dibattito al Nazionale su questo argomento, non dovrebbe ripresentarsi. Il mondo agricolo svizzero si è detto pronto a sostenere questo accordo, visto che dal Parlamento ha ottenuto poco più di un mezzo miliardo di franchi, suddiviso su sei anni, per far fronte alla concorrenza dei prodotti agricoli, in particolare carne e vino, in arrivo a prezzi ridotti dall’America Latina. Gli unici contrari rimangono socialisti e…
IA, rischio enorme o falso allarme?
GehörtL’intelligenza artificiale, l’IA, rischia di portare all’estinzione del genere umano affermano da tempo gli allarmisti. Una posizione forse marginale, almeno fino a qualche giorno fa quando Dario Amodei, il numero uno di Anthropic, ha dichiarato che lo sviluppo dell’IA va frenato. Per Amodei vanno introdotti dei controlli esterni sullo sviluppo dei nuovi modelli di intelligenza artificiale con degli standard validi per tutto il settore anche grazie ad un intervento regolatore dello Stato, infine va trovato un accordo a livello internazionale per gestire la situazione. Sull’utilità di simili interventi e su quali potrebbero essere le loro conseguenze si interrogano a Modem: Stefano Quintarelli, già membro del gruppo di esperti di alto livello per l’IA della Commissione europea e oggi gestore di un fondo di capitale a rischio nel settore delle nuove tecnologie Marco Zaffalon, professore e direttore scientifico dell’Istituto Dalle Molle di studi sull’Intelligenza artificiale USI/SUPSI
Il PECC alla resa dei conti
GehörtA tre anni dal messaggio del Governo il Piano energetico e climatico cantonale va finalmente in aula, nella seduta di Gran Consiglio che si apre domani 14 settembre. 3 anni di discussioni in commissione, alla ricerca di compromessi per un’adesione la più ampia possibile alla strategia su energia e clima del Canton Ticino. Siamo a metà dell’opera – verrebbe da dire – ma in mezzo c’è ancora tutta la discussione in parlamento e non è detto che quanto sostenuto nel rapporto di maggioranza della Commissione Ambiente territorio e energia venga accolto in toto dalla maggioranza dei deputati. Già perché dalla commissione è uscito anche un rapporto di minoranza che chiede di respingerlo e in aula saranno presentati svariati emendamenti volti a rafforzare oppure a indebolire la struttura del Piano. E il tutto infine potrebbe anche essere rimandato in commissione. Insomma attorno al PECC la politica si divide tra chi vi legge una svolta ecologica ed economica necessaria e imprescindibile, chi ne condivide i principi ma…
9/11: Attacco al cuore degli USA
GehörtL’11 settembre di 25 anni fa, gli attacchi contro New York e Washington. Quattro aerei dirottati da terroristi di Al Qaida, due colpiscono le torri gemelle del World Trade Center a new York, uno il Pentagono, il quarto aereo, anche lui diretto Washington, si schianta per la resistenza dei passeggeri. Quel giorno si contano quasi 3’000 vittime, molte di più negli anni seguenti, le morti dovute alle intossicazioni causate da crolli e incendi. Gli Stati Uniti dell’allora presidente George W. Bush rispondono con la “guerra al terrore”, che nei decenni a livello globale causerà quasi un milione di morti in combattimento e costi per 8’000 miliardi di dollari. E, ancora oggi, quanto successo allora si fa sentire, non solo all’interno degli Stati Uniti e in Medio Oriente A Modem ne discutono: Andrea Vosti, corrispondente RSI da Washington Mario Del Pero professore di storia internazionale e storia degli Stati Uniti a Science Po a Parigi Gilles Kepel, politologo specialista del mondo arabo e di islam, ha insegnato…
Neutrali, ma quanto?
GehörtCon l’invasione russa in Ucraina del 2022, la Svizzera è stata confrontata con una domanda a lungo sottovalutata: cosa vuol dire, veramente, essere neutrali? Il dilemma riguarda in particolare le sanzioni economiche. L’ONU non ne ha approvate, perché la Russia può mettere il veto in quanto membra del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. E così il Consiglio federale, dopo una prima titubanza, ha adottato le sanzioni decise dall’Unione europea contro persone e aziende legate al regime di Mosca. Una decisione sbagliata, per una parte della politica, in particolare per l’UDC. La discussione ora viene estesa a tutti i cittadini svizzeri, con l’iniziativa sulla neutralità in votazione il 27 di settembre. I promotori chiedono un’interpretazione rigida della neutralità, senza sanzioni europee e senza collaborazioni con gli eserciti dei Paesi Nato. I contrari, compresi governo e Parlamento, ritengono invece che sia indispensabile mantenere una certa flessibilità nell’applicazione concreta della neutralità. A…
Lugano è una città sicura?
GehörtUna grave rissa al parco Ciani fra tossicodipendenti, un’altra a Lugano Marittima, con il ferimento di un giovane colpito da una bottiglia di vetro, una lite in Piazza Cioccaro con un giovane ferito, una spedizione punitiva contro un ragazzo in un bar di Breganzona, due gravi accoltellamenti, un’aggressione contro tre 17enni che rientravano da una festa di compleanno, altri disordini di vario genere…. Quella di Lugano è stata un’estate decisamente movimentata, con la popolazione, le autorità e le forze dell’ordine che si sono ritrovate ad interrogarsi sulla reale situazione, sul fronte della sicurezza, della città. Ma Lugano è davvero diventata più pericolosa, oppure è una percezione legata a una casuale concomitanza di fatti che hanno in comune sì la violenza, ma che hanno anche dinamiche e ragioni molto diverse fra loro? E quanto sono responsabili le dipendenze, da alcool e droga, crack in primis? E come devono reagire le autorità cittadine? Cosa possono davvero fare? A Modem ne parliamo con tre ospiti:…
Un funerale e la storia che non passa
GehörtUn funerale con tutti gli onori – anche se qualcuno si è prodigato a non volerlo chiamare funerale di stato. Stiamo parlando delle esequie di Ratko Mladic, ex generale serbo-bosniaco, una delle figure chiave della guerra in Bosnia Erzegovina durante gli anni 90. Stava scontando l’ergastolo all’Aja per genocidio e crimini di guerra e contro l’umanità. Sotto il suo comando era stato perpetrato l’assedio di Sarajevo e la campagna di pulizia etnica culminata con il genocidio di Srebrenica. Eppure oggi la morte di Radko Mladic non ha chiuso uno dei capitoli più bui della storia bensì sembra aver riaperto ferite profonde. Com’è stato possibile che la Serbia tributasse a Mladic un tale onore, con tanto di volo di stato e migliaia di persone alle esequie? È davvero impensabile ad oggi immaginare un vero processo di riconciliazione e verità? E come si posiziona sul piano interno e internazionale – oggi con questa mossa - la Serbia di Vucic, scossa da quasi due anni di proteste degli studenti e prossima a nuove…
Il trionfo AfD in Sassonia-Anhalt
GehörtAlternative für Deutschland oltre il più ottimista dei sondaggi al 43,8%, cristiano democratici della CDU più che dimezzati al 17%. Gli altri partiti che galleggiano al di sotto del 10%. E alle urne è andato quasi l’ottanta per cento degli elettori: in Sassonia-Anhalt non era mai successo dalla riunificazione. Ed è anche il miglior risultato mai ottenuto dall’estrema destra in un’elezione regionale nella storia della Repubblica federale tedesca. Le elezioni in questa regione orientale fino agli anni ‘90 parte della DDR, segnano un punto di svolta, con il partito di estrema destra che sfiora di un niente la maggioranza assoluta e mette in crisi il brandmauer, il cordone sanitario declinato alla tedesca. Eppure il candidato Ulrich Siegmund i numeri per governare da solo non li ha: trentanove seggi su ottantatré, tre in meno dei quarantadue che servono. «Abbiamo scritto la storia», ha detto lui ieri sera. Tutti gli altri partiti ripetono invece che con lui non governeranno mai. Così da stamattina la Germania ha…
Iran e USA, ripresi gli attacchi
GehörtDa un lato, i caccia del Pentagono che hanno colpito nello Stretto di Hormuz per sventare – secondo il Comando Centrale americano – un tentativo di Teheran di disseminare nuove mine navali. Dall’altro, la risposta della Repubblica Islamica, che ha bersagliato con missili e droni gli Emirati Arabi, il Kuwait, la Giordania, il Bahrein e l’Iraq, tutti Paesi che ospitano basi militari americane. Sullo sfondo, l’ondeggiante e imprevedibile strategia della Casa Bianca. Il presidente Donald Trump da un lato annuncia di voler soffocare lentamente Teheran sul piano finanziario con la cosiddetta ‘Operation Economic Outcast’, dall’altro minaccia di bombardare il Paese fino alla resa immediata. Qual è il vero obiettivo di Washington? Il presidente americano, che fra due mesi dovrà affrontare il banco di prova delle elezioni di Midterm, vuole un accordo o la situazione in fondo, come ha detto lui stesso in questi giorni, gli va bene così? E fino a che punto l’Iran è disposto a spingersi, anche tenuto conto delle minacce…
Neutralizzato Claudio Zali
GehörtUn consigliere di Stato senza dipartimento, con un ufficio, un posto al tavolo del Governo e il diritto di partecipare alle sedute, ma nessun accesso ai dossier. È questa l’immagine che il Ticino si è portato a casa ieri pomeriggio. Claudio Zali aveva annunciato a luglio le sue dimissioni per fine settembre. Martedì, dopo la notizia di un secondo procedimento penale a suo carico, questa volta per reati contro l’integrità sessuale, i colleghi di Governo – così come gran parte dell’arco politico - gli hanno chiesto di andarsene subito. Nel pomeriggio, quaranta minuti prima della conferenza stampa dell’Esecutivo, Zali ha risposto con una nota: le accuse sono false, il procedimento verrà abbandonato e resterà al suo posto — sono parole sue — fino alla data da lui stabilita. A suo dire le dimissioni immediate sarebbero state interpretate come un’ammissione di colpa, in barba al principio della presunzione d’innocenza. Il Consiglio di Stato ha allora fatto l’unica cosa che poteva fare: gli ha tolto il Dipartimento…
Caso Zali: dall’arrocco allo scacco matto
GehörtReati contro l’integrità sessuale: anche di questo è accusato Claudio Zali, in un secondo procedimento penale a suo carico, dopo quello per abuso d’autorità e tentata coazione aperto nel corso del mese di luglio. Un secondo capo d’accusa che ha spinto il governo ticinese a chiedere le immediate dimissioni del ministro leghista, in carica dal 2013. Zali però ha rifiutato di compiere questo passo, vuole rimanere in carica fino al prossimo 30 settembre. Ora i suoi colleghi in Consiglio di Stato sono pronti a togliergli la direzione del Dipartimento del territorio. Un vero e proprio ultimatum, a cui si sono aggiunte altre richieste simili giunte dai partiti politici, in primis a reagire sono stati i Verdi. Sollecitazioni che vanno tutte nella stessa direzione: Zali deve lasciare il governo, e farlo immediatamente. La tensione è dunque alle stelle, in un contesto che mette sotto pressione anche la Magistratura ticinese, chiamata a far luce su questi casi e a garantire al Paese la massima trasparenza possibile,…
Un’assicurazione sociale per la cura dei denti
GehörtPensate all’ultima volta che siete andati dal dentista. E al conto che avete pagato. Quasi sicuramente lo avete pagato tutto voi, di tasca vostra. Perché in Svizzera i denti, stranamente, non fanno parte della sanità che ci assicuriamo: stanno fuori dalla cassa malati, fuori dalla solidarietà, ma ben dentro il portafoglio di ciascuno. In Ticino questa spesa vale circa 160 milioni di franchi l’anno. E oltre il 90% lo pagano direttamente le famiglie. Il 14 giugno i ticinesi decideranno però se cambiare questo sistema. L’iniziativa “Per il rimborso delle cure dentarie”, sostenuta dalla sinistra, dal mondo sindacale e da alcuni operatori del settore chiede infatti di iscrivere nella Costituzione cantonale un principio: che curarsi i denti sia un diritto, garantito da un’assicurazione obbligatoria, pagata un po’ da tutti in base al reddito. Un autogol costoso, rispondono i contrari, con tutto il fronte borghese schierato insieme a Governo, associazioni economiche e un altro fronte di attori del settore. Lo…
L’imposta sulla casa
GehörtA Modem, altro argomento in votazione il prossimo 14 giugno, questa volta uno dei due temi cantonali ticinesi: l’iniziativa popolare costituzionale “Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima”. Lanciata e consegnata dall’UDC con 17 mila firme, è sostenuta da centro e destra e ha ottenuto l’avallo del Gran Consiglio e del Consiglio di Stato. Per dettami federali, il valore delle stime immobiliari dovrà salire entro il 2035 al 70% del valore di marcato, contro il 55% attuale in Ticino. L’iniziativa chiede che questo aumento non si traduca automaticamente in un aumento delle imposte per i proprietari e non abbia nemmeno conseguenze automatiche a livello di prestazioni, aiuti e sussidi erogati con obiettivi sociali. La sinistra denuncia, tra altre cose, una difesa mascherata degli interessi dei grandi proprietari. Dibattito con: Roberta Soldati, deputata dell’UDC e firmataria del primo rapporto di maggioranza in Gran Consiglio, favorevole all’iniziativa Ivo Durisch, capogruppo del PS in Gran…
Giochi dopati
GehörtI Giochi potenziati saranno realtà che piaccia o meno al Comitato olimpico! Parola di Aron D’Souza, l’ideatore degli Enhanced Games, i giochi potenziati (o Giochi per dopati) che si inaugurano il prossimo finesettimana a Las Vegas, con una quarantina di atleti protagonisti in 3 discipline (atletica, nuoto, sollevamento pesi), montepremi stellari, addirittura un premio di 1 milione di dollari qualora dovesse venir realizzato un nuovo record del mondo (ovviamente con aiutino). Il doping – sotto stretto controllo medico – viene dunque ammesso e incoraggiato, così da poter vedere e far vedere fin dove può spingersi il corpo umano... E allora stiamo parlando ancora di sport? Possiamo fare a meno dei principi etici che tanto decantiamo prima di una competizione sia essa professionistica o dilettante? Oppure la società in evoluzione fa evolvere anche il concetto stesso di sfida sportiva? Ne parliamo a Modem con Cristiano Valli, collaboratore RSI dalla costa ovest degli Stati Uniti Giulia Sesa, ricercatrice esperta…
I limiti della scuola
GehörtDove comincia e dove finisce la scuola? Dove comincia, facile dirlo: con le lezioni, la didattica, la griglia oraria. Ma dove finisce? In quale misura la scuola deve farsi carico del doposcuola? In quale misura può, in questo modo, agire sulla sua “inclusività”, sulle opportunità per tutti gli allievi di riuscire nel loro percorso scolastico? Sui banchi del Gran Consiglio arriva domani un’iniziativa parlamentare Mps-Pop-Indipendenti che chiede un sostanzioso potenziamento del doposcuola in tutte le sedi di Scuola media del Canton Ticino. Ne discutiamo con: Alessandro Speziali, granconsigliere Plr, relatore del rapporto di maggioranza Massimiliano Ay, granconsigliere Partito comunista, relatore del rapporto di minoranza Pierfranco Longo, presidente della Conferenza cantonale dei genitori
Regno dis-Unito
GehörtDopo una disastrosa sconfitta nelle elezioni locali e regionali il partito laburista si avvia ad un regolamento di conti interno. Una situazione sorprendente se si pensa al chiaro mandato che Keir Starmer aveva ricevuto nelle elezioni nazionali del 2024 a spese dei Conservatori. Dalla disaffezione per la politica, agli strascichi della Brexit con l’irrisolta questione dell’immigrazione il Regno Unito è sempre meno governabile. Basti pensare che in meno di quattro anni si sono susseguiti quattro primi ministri, e che le ultime tre elezioni nazionali si sono svolte in modo anticipato. Modem cerca di capire le cause di questi sviluppi con gli interventi di: Arianna Giovannini, professoressa di Sociologia politica, Università di Urbino Gianfranco Baldini, professore di Scienza politica, Università di Bologna Loretta Dalpozzo, collaboratrice RSI da Londra